La scelta e l’utilizzo del Ciuccio

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La scelta e l’utilizzo del Ciuccio

PERCHE’ IL BAMBINO HA BISOGNO DEL CIUCCIO?

Il bisogno del bambino di succhiare, é qualcosa di innato e presente sin da prima della nascita.  Tale bisogno si rileva nella presenza del feto già al 5° mese di gravidanza, mentre alla nascita é qualcosa di naturale che  si rivela con l’attaccamento al seno.

E’ un bisogno molto importante quello del succhiare, in quanto é proprio attraverso tale gesto che il bambino, come dicevo nelle righe di cui sopra, si nutre. Inoltre la bocca é quell’organo tramite il quale, oltre a ricevere il nutrimento, é anche quella parte del corpo nella quale si concentrano i sensi pià piacevoli.

Il succhiare il ciuccio per il bambino é un momento di piacere che lo induce, come spesso vi é capitato di vedere, a consolarsi nel caso in cui stesse piagendo. Proprio perché in modo del tutto spontaneo e naturale, questo senso gli arreca sicurezza e tranquillità oltre che piacere, perché gli ricorda il contatto con la mamma durante l’allattamento al seno. Ecco perché molte mamme utilizzano il ciuccio nel momento in cui staccano il bambino dal seno, per non fargli sentire quella mancanza appagandola in altro modo ma molto simile.

QUALE E COME, SCEGLIERE IL CIUCCIO PER IL PROPRIO NEONATO:

In commercio ci sono svariate tipologie di ciucciotti, ognuno con una forma e una particolarità diversa. Nonostante ciò durante i primi mesi di vita del vostro bambino, é consono utilizzare un ciuccio che sia schiacciato, anatomico o comunemente chiamato con “forma a goccia” e non quello a forma del capezzolo mammario, in quanto tale forma potrebbe, con un utilizzo prolungato, nuocere nella crescita dentaria e del palato del piccolo. E’ bene anche acquistare un ciuccio che sia formato in un unico pezzo, ad esempio quelli fatti in silicone in tutta la loro comformità e non acquistare quelli con delle parti facilmente fragili, che rompendosi potrebbero essere ingeriti o semplicemente far male al bimbo. Non credete quando vi viene consigliato un ciuccio che fa crescere in modo naturale i denti e sviluppare tranquillamente il palato. Perché ogni ciuccio per quanto la sua forma possa essere simile a quella del palato e alle arcate dentarie, compromette sempre il loro effettivo sviluppo.

VANTAGGI E SVANTAGGI DEL CIUCCIO:

A tal proposito é molto importante per il bambino l’utilizzo di tale oggetto, perché il piccolo ha bisogno sempre di sentirsi protetto, sicuro e tranquillo. Nel momento in cui una di queste sensazioni viene a mancare si riscontra la sua insofferenza , ed é per questo che il ciuccio diviene il suo “amico” in tali momenti e si tranquillizza nell’istante in cui lo riceve: quando piange, quando fa la nanna, quando si stacca dalla mamma, quando lo si stacca dal seno…etc. Anche se come ben saprete, l’utilizzo dello stesso non deve divenire un appagamento per il bambino anche quando non volete sentirlo piangere o perché vi dispiace vederlo sofferente. Deve essere impiegato in modo molto moderato, per farsì che vostro figlio non dipenda dallo stesso. Nel momento in cui il bambino sta male, per farlo stare meglio ha bisogno della vicinanza dei suoi genitori che avranno il giusto modo di coccolarlo e farlo rasserenare, la vostra presenza anche affettiva non deve essere assolutamente sostituita con un oggetto.

A tal proposito é importante anche il momento in cui il bambino subirà il distacco con il suo amico rassicurante. In quanto se il piccino ne dipende o comunque da parte vostra c’é stato un largo impiego del ciucciotto, lui stesso cercherà subito un sostituto. Molti trovano un altro appagamento con un nuovo oggetto e tanti altri bimbi invece lo sostituiranno con l’amato pollice. Tale sostituzione però potrebbe arrecare, visto che anche quì sarà molto difficile negarglielo, un crescita dentaria avversa.  Non solo, altra cattiva abitudine da parte di genitori e parenti per calamare il piccino, é quella di insaporire il ciucciotto con alimenti per lo più dolci. Consuetudine assolutamente errata, in quanto il bimbo così facendo si avvezza a tale piaceri dolciastri che provocano corrosione alla denatura che va formandosi. A tal scopo é opportuno e di buona consuetudine invece, cominciare a togliere il ciuccio all’età di 1-2 anni, prima che cominincino a spuntare i dentini. Di modo che il distacco che subirà sarà molto più lieve e non otterrà problemi di nessun tipo nella formazione del palato, dei denti e nella pronuncia delle parole, che con il ciucciotto in bocca potrebbero essere storpiate e pronunciate male, fino a dare al bambino tale abitudine nel parlare.

COME UTILIZZARE IL CIUCCIO:

1) Innanzitutto come detto fino ad ora, l’utilizzo del ciucciotto deve essere sempre molto misurato e controllato, mai eccessivo dove ogni occasione é buona per farlo smettere di piangere o fare capricci.

2) Non impiegare il ciucciotto per rimpiazzare il rapporto affettivo tra voi e vostro figlio ( la spiegazione é nelle righe di cui sopra ).

3) Sostituire il ciucciotto spesso, vale a dire non fare abituare il bimbo ad un unico modello e tipo. Perché come saprete il suddetto si abitua ad un tipo di ciuccio e nel momento in cui gli viene sostituito con un nuovo, non lo accetta e lo rifiuta. A tal proposito, é opportuno da parte vostra tenere in casa diversi tipi di ciuccio, per farsì che gli venga cambiato spesso, senza utilizzare sempre lo stesso.

4) Disinfettare giornalmente il medesimo. Soprattutto quando il ciuccio gli cade a terra, lo stesso deve essere ben sciacquato e sterilizzato. In quanto é proprio tramite la bocca che si possono, se il suddetto non é ben pulito, ingerire germi.

QUANDO E COME DEVE ESSERE TOLTO IL CIUCCIO?

Bisogna iniziare con il dirvi che:  Non si deve mai togliere il ciuccio al bambino in modo brusco, rempentino e improvviso!! . Questo perché, potrebbe compromettere il suo stato, divenendo un vero e proprio shock. Ecco per quale ragione, il medesimo deve essere tolto gradualmente e in modo molto calmo, facendo capire al bambino che crescendo non ne neccesita più. Questo gesto da parte vostra deve essere compiuto già dal 1° anno di vita di vostro figlio, sempre gradualmente ma almeno iniziare. Dovete a poco a poco cominciare a non utilizzarlo come magari facevate prima…  Solitamente questo abbandono avviene naturalmente nel bimbo già dopo pochi mesi in cui ha compiuto il suo 1° anno, ma se così non fosse voi genitori dovete sostenerlo. Il consiglio é quello di cominciare tale distacco in momenti specifici di agitazione: quando avvengono dei mutamenti all’interno del nucleo familiare, il distacco con voi genitori quando lo lasciate in asilo o con l’arrivo di un nuovo pargolo in casa. Quello che non si deve mai fare nei confronti del piccolo é:  Sgridarlo e maltrattarlo perché non ne riesce a fare a meno, criticare il suo comportamento e ricattarlo. Questo perché comporterebbero nello stesso dei sensi di colpa, frustrazione e agitazione, bisogna comprenderlo perché ancora troppo piccolo da non riuscire a capire. Sarebbe invece opportuno magari coinvolgerlo , renderlo complice di questo distacco, cercando insieme a lui dei modi per non averne più bisogno. Ad esempio:

- Quando ne sente il bisogno e inizia a fare i capricci, giocare con lui e cercare di distrarlo per fargli dimenticare tale esigenza;

- Inoltre quando non lo richiede nell’arco della giornata o durante un periodo di tempo. Appagarlo con lodi e apprezzamenti che lo gratificano.

- Quando deve fare il riposino magari concederglielo, ma solo in tale arco di tempo. Spiegandogli che durante il resto della giornata, il ciuccio andrà al suo posto e non sarà utilizzato.

- Tentare di trovare con lui, un luogo dove riporlo che lo tranquillizzi e ne limiti la necessità.

- Inventare anche dei modi per distaccarlo dal ciucciotto. Ad esempio se il piccolo non riesce a dimenticarlo, “mentire” dicendogli che si é fatto male che ha la “bua” ( disegnateci sopra dei graffietti o cose che riconducano ad una ferita che lui stesso riconosce ). Nel caso in cui la sua richiesta continuasse anche nei giorni successivi, dite che é dal Dottore per guarire, così fin quando ve lo chide e finisce per dimenticarsene.

 

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