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	<title>Grazie Mamma &#124; Gravidanza e crescita dei figli</title>
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	<description>Consigli pratici per la gravidanza e la cura dei bimbi</description>
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		<title>Il bambino mancino.</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 15:01:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuela.Arlotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una volta i bambini che non scrivevano con la mano destra, ma che prediligevano la sinistra (i cosiddetti mancini), venivano forzati e costretti in tutte le maniere, anche discutibili, ad utilizzare per forza la mano destra. Oggi per fortuna non è più così e,anzi, si è compreso che il bambino deve essere lasciato libero di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una volta i bambini che non scrivevano con la mano destra, ma che prediligevano la sinistra (i cosiddetti mancini), venivano forzati e costretti in tutte le maniere, anche discutibili, ad utilizzare per forza la mano destra. Oggi per fortuna non è più così e,anzi, si è compreso che il bambino deve essere lasciato libero di seguire la propria natura per evitare di fatto che possa subire dei traumi psicologici dovuti alla mancanza di fiducia in se stesso. Forzandolo ad essere ciò che non è, infatti, il piccolo finisce per sentirsi inadeguato.<br />
Molti studi hanno evidenziato che il mancinismo è una caratteristica ereditaria e che quindi è presente fin dalla nascita. La sua scoperta, però, può avvenire attorno ai due anni. Prima di allora i bambini tendono ad utilizzare entrambe le mani, per poi sceglierne una come predominante. Il nostro cervello è diviso in due emisferi, detti emisfero destro e sinistro. Solitamente l’emisfero sinistro, è quello dominante, mentre nei mancini succede il contrario.<br />
Questi bambini, sicuramente, avranno qualche difficoltà in più nello svolgimento delle attività quotidiane, visto che il nostro mondo è stato pensato per i destrimani. Quindi potrebbe avere qualche problema nello scrivere visto che passando la mano sul foglio potrebbe involontariamente sbafare lo scritto. Anche nel mangiare potrebbe avere qualche disagio o nell’utilizzare giocattoli pensati per essere usati da bambini che prediligono la mano destra. Ma esistono in commercio posate che curvano verso destra, pensate appositamente per chi è mancino, oppure giocattoli per bimbi mancini.<br />
La cosa fondamentale resta, comunque, la capacità dei genitori di aiutare e sostenere i propri figli in questo difficile percorso, dando modo loro di esprimersi per quello che sono, senza forzare la loro natura. Ben presto questi bambini impareranno a far fronte a questi piccoli disagi e riusciranno a superare le difficoltà quotidiane mantenendo un sano equilibrio psico-fisico.</p>
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		<title>Il gioco e le sue implicazioni.</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 13:13:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuela.Arlotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’attività più importante in assoluto per un bambino è il gioco che l’accompagnerà durante tutto il periodo di crescita. Noi adulti spesso dimentichiamo quanto possa essere basilare instaurare un rapporto costantemente giocoso con i nostri figli, e abbiamo spesso la falsa convinzione che basti acquistare un giocattolo costoso tutto colorato per fare la felicità del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’attività più importante in assoluto <strong>per un bambino</strong> è il <strong><em>gioco</em></strong> che l’accompagnerà durante tutto il periodo di crescita. Noi adulti spesso dimentichiamo quanto possa essere basilare instaurare un rapporto costantemente giocoso con i nostri figli, e abbiamo spesso la falsa convinzione che basti acquistare un giocattolo costoso tutto colorato per fare la felicità del nostro bambino. Ebbene non è proprio così.</p>
<p>L’attività ludica inizia nel bambino già dal momento in cui viene al mondo e si sviluppa e muta con il crescere del piccolo. Inizialmente anche la luce, la musica, il suo corpo, possono risultare <strong>attività giocose per il neonato</strong>, il quale inizia ad interfacciarsi per la prima volta con la realtà che lo circonda. Con il tempo le abilità del bambino crescono e con esse anche l’interesse verso altri giochi più consoni all’età.</p>
<p>Ma la cosa che conta di più per il bambino, non è tanto l’oggetto in se stesso, quanto l’attività ludica che si può condividere con qualcun altro attraverso il giocattolo. Va da sé, quindi, che non è detto che un oggetto  costoso e pieno di luci e musiche, che di fatto fa tutto da solo, possa davvero interessare un bambino al punto di coinvolgerlo in un <strong>gioco solitario</strong>. Il rapporto giocoso deve essere instaurato sia con altri bambini che con gli adulti che possono coinvolgerlo ed indirizzarlo. Ed i giocattoli, soprattutto per la prima infanzia, è bene che siano molto semplici, in modo che possano essere utilizzati per sviluppare la fantasia e la creatività del bambino.</p>
<p>Ad esempio dei cubi da impilare l’uno sull’altro possono lasciare spazio sia alla fantasia, sia allo sviluppo di attività psicomotorie molto utili al piccolo in crescita. Inoltre potrebbe trarre anche degli insegnamenti psicologici molto importanti se, ad esempio, di fronte alla caduta accidentale dei vari cubi da lui impilati, la mamma con fare tranquillo e sereno spiegasse al piccolo che può tranquillamente ricostruire la torre, trasmettendo tra l’altro al bambino un messaggio importante : che può <strong>continuare con fiducia il suo gioco</strong> anche di fronte all’avvenimento del crollo della torre che dal bimbo potrebbe essere interpretato come un fallimento.</p>
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		<title>Lo svezzamento</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 15:10:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuela.Arlotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Per il bambino]]></category>
		<category><![CDATA[neonato]]></category>
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		<description><![CDATA[Il divezzamento o svezzamento del bambino è l’introduzione nella dieta di cibi semisolidi laddove ancora l’alimentazione è totalmente a base di latte. I bambini iniziano ad assaggiare sapori già quando si trovano nell’utero materno, dalla 18esima settimana di gestazione, inghiottendo tramite suzione il liquido amniotico intriso dei gusti degli alimenti mangiati dalla mamma. Durante lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2610" title="svezzamento" src="http://www.graziemamma.it/wp-content/uploads/2012/01/svezzamento.jpg" alt="" width="450" height="319" /></p>
<p>Il divezzamento o svezzamento del bambino è l’introduzione nella dieta di cibi semisolidi laddove ancora l’alimentazione è totalmente a base di latte.</p>
<p>I bambini iniziano ad assaggiare sapori già quando si trovano nell’utero materno, dalla 18esima settimana di gestazione, inghiottendo tramite suzione il liquido amniotico intriso dei gusti degli alimenti mangiati dalla mamma.</p>
<p>Durante lo svezzamento questi alimenti vengono effettivamente assaporati ed in una maniera totalmente diversa rispetto alla semplice suzione, perché sono  introdotti tramite l’utilizzo del cucchiaino. Questo passaggio, che generalmente avviene intorno ai 5-6 mesi, è una tappa fondamentale nella crescita del bambino, che sperimenta il primo vero e proprio distacco dalla mamma, dalla quale fino a quel momento aveva una dipendenza totale. E’ una tappa, quindi, in cui si modifica l’alimentazione, ma in cui vi è anche una componente psicologica.</p>
<p>Il divezzamento inizia quando il latte materno non è più sufficiente da solo ad apportare alcuni nutrienti che iniziano a scarseggiare, quali, ad esempio il ferro, lo zinco, gli acidi grassi essenziali.</p>
<p>E’ fondamentale anche tenere conto di ciò che viene introdotto durante il periodo di svezzamento visto che da recenti studi si evince che un’alimentazione errata in questo periodo potrebbe gettare le basi per alcune future patologie croniche degenerative come ad esempio il diabete, l’aterosclerosi , l’ipertensione ecc. Meglio non eccedere con le proteine ma prediligere una dieta equilibrata.</p>
<p>Lo svezzamento dovrebbe iniziare intorno ai 5-6 mesi, non prima, visto che l’apparato digerente potrebbe non essere ancora pronto ad assimilare gli alimenti. Si consiglia, comunque, di continuare ad allattare al seno alternando una pappa all’inizio e poi due pappe giornaliere alle poppate a base di latte almeno fino all’anno di età. Il latte materno è importantissimo nella prevenzione di malattie come la celiachia oppure il diabete in soggetti predisposti, oltre ad essere un momento psicologicamente importante perché rappresenta il contatto diretto con la mamma. Diventa poi fondamentale continuare l’allattamento al seno nei paesi in via di sviluppo visto che il latte materno aiuta a proteggere il neonato dalle infezioni gastrointestinali e in questi luoghi questo tipo di malattie sono molto diffuse.</p>
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		<title>Leggere le storie ad un bambino è utile?</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 15:44:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuela.Arlotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Spesso, da adulti alle prime armi, ci si chiede se effettivamente l’acquisto di un libricino per un bambino di sei mesi, 10 mesi, possa essere effettivamente utile, se abbia un qualche effetto positivo sul piccolo che ascolta mentre cerchiamo di leggerlo oppure che lo guarda. Ebbene, sembra proprio di si! Quando il bimbo è molto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2606" title="fiabe-per-bambini" src="http://www.graziemamma.it/wp-content/uploads/2011/12/fiabe-per-bambini.jpg" alt="" width="550" height="347" />Spesso, da adulti alle prime armi, ci si chiede se effettivamente l’acquisto di un libricino per un bambino di sei mesi, 10 mesi, possa essere effettivamente utile, se abbia un qualche effetto positivo sul piccolo che ascolta mentre cerchiamo di leggerlo oppure che lo guarda. Ebbene, sembra proprio di si! Quando il bimbo è molto piccolo è meglio fornirgli libri plastificati, che possano essere messi in bocca senza problemi. Man mano che cresce, ne esistono di cartone, di stoffa, ma anche impermeabili così da poter essere portati nella vasca da bagno. La cosa importante è che i disegni riportati su questi libri siano semplici, così da poter essere pian piano riconosciuti dal bambino.</p>
<p>Quando il piccolo raggiunge l’anno di età, è per lui molto piacevole ascoltare una storia seduto sulle ginocchia di mamma e papà. Dicono gli esperti che leggere ad alta voce un libro rafforza molto il legame tra genitore e figlio, il quale sperimenta l’attenzione esclusiva.</p>
<p>I bambini a cui vengono letti dei libri fin da piccolini, generalmente, imparano con più facilità a leggere e scrivere quando iniziano la scuola. Questo accade per diversi motivi :</p>
<ul>
<li>Prima di tutto il bambino che vede un determinato disegno sul suo libricino, che può essere ad esempio, un camion dei pompieri, facilmente, crescendo, lo collega al vero camion dei pompieri che vede passare per la strada. Impara quindi ad effettuare un collegamento tra un simbolo e un significato. Proprio come avviene quando si imparano i simboli della scrittura, e quindi le lettere.</li>
<li>Per seconda cosa, l’ascolto delle frasi e dei racconti, aiuta il bambino durante i mesi, a memorizzare il linguaggio e quindi successivamente ad ampliare il numero di vocaboli conosciuti. Quando il bimbo crescerà, imparerà anche la struttura delle frasi attraverso l’ascolto e quindi l’utilizzo della grammatica.</li>
<li>Infine, non meno importante è l’esercizio mnemonico che fa il bambino quando ascolta diverse volte la stessa storia e pian piano inizia ad impararla a memoria. Spesso capita, infatti, che se non gli viene raccontata alla stessa maniera di sempre o se si salta una frase, il piccolo se ne accorga e intervenga affinché la storia venga corretta dall’adulto!</li>
</ul>
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		<title>L&#8217;influenza stagionale è arrivata?</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 14:27:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuela.Arlotta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[influenza]]></category>
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		<description><![CDATA[L’influenza stagionale in Italia non è ancora arrivata, per ora sta transitando nell’Europa del Nord. Si prevede il suo arrivo a partire da Natale, ma molto dipende dalle temperature. Se sono molto rigide è più facile che il ceppo influenzale arrivi qui. I ceppi virali che si prevedono per quest’anno sono 3, due australiani e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2604" title="influenza" src="http://www.graziemamma.it/wp-content/uploads/2011/12/influenza.jpg" alt="" width="554" height="415" /></p>
<p>L’<strong>influenza stagionale</strong> in Italia non è ancora arrivata, per ora sta transitando nell’Europa del Nord. Si prevede il suo arrivo a partire da Natale, ma molto dipende dalle temperature. Se sono molto rigide è più facile che il ceppo influenzale arrivi qui. I ceppi virali che si prevedono per quest’anno sono 3, due australiani e uno è il famoso ma ormai declassato a virus stagionale AH1N1. Sembra che comunque per questo inverno il virus non sia troppo violento e si prevede colpisca circa 3-4 milioni di italiani.</p>
<p>I sintomi sono gli stessi di sempre, febbre alta, naso chiuso, mal di gola, ed un senso di spossatezza generale.</p>
<p>I bambini sono sicuramente molto esposti a tali virus, visto che nelle scuole è un vero e proprio ricettacolo! Una buona norma da seguire per evitare un eventuale contagio è sicuramente quella dell’igiene personale. Lavare le mani ai piccoli con il sapone aiuta particolarmente ad evitare di contrarre l’influenza. Un’altra buona norma è quella di alimentare i bambini in maniera completa ed equilibrata, facendo assumere loro una buona quantità di vitamine. Oltre alla vitamina C, anche le vitamine del gruppo B rinforzano l’organismo e lo aiutano a difendersi nel caso fosse stato colpito! Se si hanno sintomi influenzali si può optare anche per il classico brodo di pollo che oltre ad apportare proteine aiuta a fluidificare le mucose e a reintegrare i liquidi persi con la febbre.</p>
<p>Si ricorda, che nel caso si fosse colpiti da virus, non è utile l’utilizzo degli antibiotici che sono invece indicati nel caso di infezioni batteriche. I farmaci parainfluenzali possono essere assunti per abbassare un po’ la febbre e alleviare il malessere ma sempre nelle giuste dosi, e senza eccedere nell’utilizzo. Nel caso di bambini molto piccoli, sempre meglio il parere del pediatra.</p>
<p>Nel caso ci fossero bambini con particolari problemi di salute, che potrebbero subire ripercussioni gravi in caso di influenza, si consiglia di vaccinarli, ma sempre dopo aver consultato il pediatra di famiglia.</p>
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		<title>Come rendere speciale il Natale per un bambino?</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 13:13:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuela.Arlotta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[bambini]]></category>
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		<category><![CDATA[speciale]]></category>

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		<description><![CDATA[  Per i bambini il Natale è una festa importante, è una festa che li coinvolge sotto diversi punti di vista. E’ una festa piacevole, non solo perché si ricevono dei regali sotto l’albero, ma lo è o almeno dovrebbe esserlo, anche perché permette al bambino di vivere e condividere un’atmosfera intrisa di magia. Per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"> <a href="http://www.graziemamma.it/wp-content/uploads/2011/12/natale1.jpg"><img class="size-full wp-image-2601 aligncenter" src="http://www.graziemamma.it/wp-content/uploads/2011/12/natale1.jpg" alt="" width="500" height="344" /></a></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 12pt;line-height: 115%;font-family: 'Times New Roman','serif'">Per i<strong> bambini</strong> il<strong> Natale</strong> è una festa importante, è una festa che li coinvolge sotto diversi punti di vista. E’ una festa piacevole, non solo perché si ricevono dei regali sotto l’albero, ma lo è o almeno dovrebbe esserlo, anche perché permette al bambino di vivere e condividere un’atmosfera intrisa di magia. Per la strada si vedono luci, colori, decorazioni che normalmente non ci sono. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 12pt;line-height: 115%;font-family: 'Times New Roman','serif'">Ma come si può rendere davvero speciale il Natale per un bambino?</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 12pt;line-height: 115%;font-family: 'Times New Roman','serif'">Lo si può, ad esempio, coinvolgere nella preparazione dell’albero di Natale e delle altre decorazioni casalinghe. Oppure lo si può coinvolgere nella realizzazione di qualche lavoretto da regalare ad esempio ai nonni, donandogli sia un momento sereno in cui esprimere la sua creatività, sia trasmettendogli l’insegnamento che anche donare, e non solo ricevere, può dare delle belle sensazioni. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 12pt;line-height: 115%;font-family: 'Times New Roman','serif'">Il piccolo ha delle grandi aspettative, in genere, nei confronti di questa Festa, e rimane sicuramente affascinato da tutte le storie legate a Babbo Natale, in cui crede generalmente per lungo tempo. Ed è giusto che ci creda e che continui ad essere coinvolto da questo alone di mistero che ne stimola la fantasia e l’immaginazione. Potrebbe, però, rimanere un domani deluso dalla scoperta della verità riguardo Babbo Natale. Per evitare questo, ad esempio gli si potrebbe dire che Babbo Natale esiste e continuerà ad esistere finchè si continuerà a credere in lui.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 12pt;line-height: 115%;font-family: 'Times New Roman','serif'">Per quanto riguarda i regali, invece, bisognerebbe evitare di comprarne in quantità industriali, rischiando così di non dare il giusto valore a nessuno di quelli ricevuti. Ne basta uno ma che sia davvero pensato, che sia davvero quello più adatto al bambino che si prepara a riceverlo. Per questo bisogna capire a fondo il proprio figlio ed evitare di acquistare un gioco solo perché molto pubblicizzato negli spot in tv. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 12pt;line-height: 115%;font-family: 'Times New Roman','serif'">Comunque sempre meglio un regalo che possa in qualche modo sviluppare la creatività del piccolo, ed essere utilizzato nel tempo. Un esempio? Le costruzioni, la plastilina, qualche modellino…. L’importante è che sia adeguato all’età del bambino a cui viene regalato!!!</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 12pt;line-height: 115%;font-family: 'Times New Roman','serif'">E per quanto riguarda i pranzi o le cene festive, ricordate che i bambini sicuramente non sono particolarmente felici di passare ore ed ore seduti a tavola! Meglio magari pensare ad un buffet in modo che il piccolo possa muoversi in autonomia oppure pensare di sedere tutti i bambini ad un tavolino insieme in modo che possano più facilmente condividere l’atmosfera di festa!</span></p>
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		<title>Il linguaggio del bambino</title>
		<link>http://www.graziemamma.it/per-il-bambino/il-linguaggio-del-bambino.php</link>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 14:46:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuela.Arlotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Per il bambino]]></category>
		<category><![CDATA[bambino]]></category>
		<category><![CDATA[linguaggio]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo]]></category>

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		<description><![CDATA[Una delle preoccupazioni dei neo genitori durante lo sviluppo del bambino è legata alla parola. Spesso si ha paura che il piccolo abbia difficoltà a parlare, ma la maggior parte delle volte il problema non è reale. Ma qual è il normale percorso di evoluzione della parola? Intorno al compimento dell’anno il bambino tendenzialmente inizia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-2615" title="linguaggio" src="http://www.graziemamma.it/wp-content/uploads/2011/12/linguaggio.jpg" alt="" width="649" height="365" /></p>
<p>Una delle preoccupazioni dei neo genitori durante lo sviluppo del bambino è legata alla parola. Spesso si ha paura che il piccolo abbia difficoltà a parlare, ma la maggior parte delle volte il problema non è reale.</p>
<p>Ma qual è il normale percorso di evoluzione della parola?</p>
<p>Intorno al compimento dell’anno il bambino tendenzialmente inizia a pronunciare le prime parole, due tre o quattro, ma può anche accadere che lo faccia più in là, anche qualche mese dopo.</p>
<p>Intorno ai 18 mesi il numero di parole conosciute dal bambino in genere arriva fino a 50, e potrebbero essere anche parole storpiate come ad esempio ‘bau bau’ , l’importante è che identifichino un oggetto. Ci sono, però, bambini che a questa età ancora non pronunciano nulla. Il percorso di sviluppo del linguaggio rimane comunque soggettivo. La cosa fondamentale è che il piccolo capisca ciò che gli viene detto e che comunque pronunci anche delle consonanti (la cosiddetta lallazione).</p>
<p>Per migliorare l’utilizzo del linguaggio nel bambino è bene stimolarlo, parlandogli molto, oppure leggendogli dei libri.</p>
<p>Intorno ai due anni il bambino in media conosce circa 150 parole e inizia a pronunciare le prime frasi, anche se in ogni caso, ci sono grosse differenze da bambino a bambino. Se dovesse, invece, pronunciare meno di 50 parole, è bene osservare il piccolo più approfonditamente per evitare che in futuro possa avere problemi di linguaggio.</p>
<p>Intorno ai 3 anni, si ha, di solito, una vera e propria esplosione del linguaggio, il numero di parole arriva attorno alle 600 e si ha la formazione di vere e proprie frasi. In questa fase, nel caso si noti una mancanza di comunicazione da parte del bambino e non si hanno avuti problemi frequenti di otite che può causare sordità passeggera, è bene rivolgersi al medico per effettuare degli accertamenti. E’ meglio non aspettare troppo nei casi in cui sia necessario intervenire con delle terapie specifiche.</p>
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		<title>I capelli durante la gravidanza</title>
		<link>http://www.graziemamma.it/gravidanza/i-capelli-durante-la-gravidanza.php</link>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 14:37:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuela.Arlotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[capelli]]></category>

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		<description><![CDATA[Durante la gravidanza i capelli subiscono delle mutazioni come capita anche alla pelle. Ma cosa succede esattamente? Il capello durante il periodo di gestazione tende ad essere più bello grazie alla maggiore produzione di estrogeni, gli ormoni femminili. Questi, infatti ne aumentano lo spessore e ne permettono una maggiore crescita. Di contro, però, c’è che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2618" title="capelli" src="http://www.graziemamma.it/wp-content/uploads/2011/12/capelli.jpg" alt="" width="650" height="366" /></p>
<p>Durante la gravidanza i capelli subiscono delle mutazioni come capita anche alla pelle. Ma cosa succede esattamente?</p>
<p>Il capello durante il periodo di gestazione tende ad essere più bello grazie alla maggiore produzione di estrogeni, gli ormoni femminili. Questi, infatti ne aumentano lo spessore e ne permettono una maggiore crescita.</p>
<p>Di contro, però, c’è che spesso possono risultare più secchi e stopposi del solito. Per questo è bene prendersene cura. Il consiglio è di utilizzare degli shampoo ad hoc per la cura dei capelli rovinati e risciacquarli per più tempo. Anche un impacco alla settimana con un po’ di olio di oliva può aiutare a donare un po’ di idratazione al capello rovinato. In alternativa si può effettuare un impacco di yoghurt, consigliato a chi ha i capelli secchi oppure chi ha il capello grasso può passare un po’ di aceto a fine shampoo per l’ultimo risciacquo. Meglio non sfregare l’asciugamano in maniera troppo forte sul capello bagnato che è più sensibile di quello asciutto.</p>
<p>Per quanto riguarda le tinte, soprattutto quelle che vengono a contatto diretto con la cute, è meglio evitarle. L’ammoniaca contenuta all’interno potrebbe essere assorbita dalla pelle. Anche se oggi le formulazioni sono a basso dosaggio di ammoniaca e contengono prodotti anallergici è comunque sempre meglio non correre rischi. L’alternativa potrebbe essere quella di affidarsi ai colpi di sole, che non hanno nessuna controindicazioni visto che vengono applicati solo sulla lunghezza del capello e non sulla cute. Oppure all’ancor più naturale Hennè che non contiene ammoniaca ed è una sostanza del tutto naturale. E’ possibile trovare, tra l’altro, diverse tonalità che si possono adattare al colore naturale del capello.</p>
<p>Tre o quattro mesi dopo il parto, invece, si può verificare una caduta anche copiosa di capelli. Dopo aver messo alla luce il piccolo, infatti, gli estrogeni presenti durante la gravidanza, diminuiscono fortemente, e questo cambiamento ormonale, unito allo stress e alla stanchezza può portare a questo fenomeno di perdita di capelli. E’ comunque un fenomeno passeggero della durata di circa 3 mesi, che tende poi a diminuire, lasciando tornare la chioma come quella di prima.</p>
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		<title>Imparare a camminare</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 14:34:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuela.Arlotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Per il bambino]]></category>
		<category><![CDATA[camminare]]></category>
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		<description><![CDATA[Una delle più importanti conquiste per un bambino è quella di imparare a camminare. E’ un percorso che tendenzialmente inizia tra i 6 mesi e i 12 con il gattonamento. Non è detto, però, che tutti i bambini gattonino. Ci sono dei piccoli che, ad esempio, strisciano con la pancia a terra oppure si mettono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una delle più importanti conquiste per un bambino è quella di<em><strong> imparare a camminare</strong></em>. E’ un percorso che tendenzialmente inizia tra i 6 mesi e i 12 con il gattonamento. Non è detto, però, che tutti i bambini gattonino. Ci sono dei piccoli che, ad esempio, strisciano con la pancia a terra oppure si mettono seduti e si spostano utilizzando mani e piedi. Così sperimentano le prime fasi del movimento autonomo.</p>
<p>Per aiutare i piccoli in questa fase non è richiesto ai genitori di fare molto, se non incoraggiare i propri figli a continuare la sperimentazione, possibilmente senza troppe ansie che verrebbero, altrimenti, recepite dai bimbi in maniera negativa. Bisogna quindi lasciarlo libero di fare ciò che sente, stando solo attenti che non vi siano pericoli intorno e che non possa farsi del male.</p>
<p>E’ quindi necessario che da questo momento in poi la casa sia a portata di bambino. Meglio spostare tutti gli oggetti fragili in alto, dove il piccolo non possa raggiungerli, coprire gli angoli dei mobili con i para spigoli, coprire le prese di corrente con i copri prese. Controllare che non ci siano tappeti sui quali inciampare o scivolare.</p>
<p>Non è necessario, l’utilizzo di scarpe ai primi tentativi in ambienti chiusi, meglio usare le calze antiscivolo.</p>
<p>Il piccolo, generalmente, inizierà a muovere i primi passi in posizione eretta intorno ai 12 mesi, ma anche in questo caso non ci sono regole precise, alcuni possono iniziare prima oppure anche ai 18 mesi.</p>
<p>Per aiutare il piccolo, gli si può fornire un dito come appoggio, che gli può dare sicurezza ed equilibrio. E’ sconsigliato l’utilizzo del girello che potrebbe essere pericoloso in caso di caduta e che non permette al bimbo di sviluppare a pieno la muscolatura delle gambe. Meglio un deambulatore giocattolo al quale il piccolo può appoggiarsi e muoversi all’interno degli ambienti casalinghi.</p>
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		<title>L&#8217;apnea durante il pianto.</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 15:08:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuela.Arlotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Per il bambino]]></category>
		<category><![CDATA[apnea]]></category>
		<category><![CDATA[bambino]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[pianto]]></category>

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		<description><![CDATA[Capita, ad alcuni bambini, di avere ciò che viene chiamata ‘apnea’ durante una crisi di pianto e che viene tecnicamente detta ‘spasmo affettivo’. Durante la crisi, che può avere inizio durante una situazione di rabbia o disagio del bambino, il piccolo tende a trattenere il respiro, dopo l’inspirazione, per un tempo sufficientemente lungo da causare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Capita, ad alcuni bambini, di avere ciò che viene chiamata ‘<strong>apnea’ durante una crisi di pianto</strong> e che viene tecnicamente detta ‘spasmo affettivo’. Durante la crisi, che può avere inizio durante una situazione di rabbia o disagio del bambino, il piccolo tende a trattenere il respiro, dopo l’inspirazione, per un tempo sufficientemente lungo da causare il colore rosso del viso oppure pallido. Le labbra possono diventare blu e il piccolo può irrigidirsi o avere degli spasmi involontari dei muscoli, oppure arrivare alle convulsioni o avere una breve perdita della coscienza. Dopo qualche secondo la crisi passa e il bambino ricomincia le sue attività. Questa situazione generalmente si verifica tra i 6 e i 9 mesi oppure più tardi tra i 4 5 anni di età.</p>
<p>Solitamente questo tipo di apnee dovute al <strong>pianto</strong> avvengono in seguito ad eventi che scatenano la rabbia del bambino o a situazioni che provocano anche inconsapevolmente tensione al bambino il quale reagisce in questa maniera. Spesso, soprattutto nei più grandi questo tipo di reazione può essere considerata una specie di sfida nei confronti di mamma e papà, volta all’ottenimento dell’attenzione dei genitori.</p>
<p>Questo spasmo affettivo si distingue da altre patologie proprio perché nasce da episodi particolari, mentre le convulsioni in caso ad esempio di epilessia possono verificarsi in qualsiasi momento, anche quando il bimbo è tranquillo. E’ comunque buona norma far visitare il bambino non appena si verifica il primo episodio, per avere un parere medico nell’eventualità sia necessario effettuare controlli più approfonditi.</p>
<p>Nei casi in cui si verificano tali crisi, la linea da seguire è quella di non farsi vedere agitati o preoccupati, nonostante non sia facile. Il bambino, infatti, non deve ricevere come risposta alla sua crisi, un’eccessiva attenzione, altrimenti il messaggio che gli viene dato è che per ottenere qualcosa deve continuare a comportarsi in questa maniera. Nel caso in cui il bimbo sia piccolo è possibile provare a smorzare l’<em><strong>apnea</strong></em> soffiandogli sul viso oppure schizzandogli un pochino di acqua sul viso. E’ bene evitare di scuoterlo ed evitare di dargli da bere durante la crisi.</p>
<p>Subito dopo lo si può abbracciare per tranquillizzarlo, ma non eccessivamente, e tornare subito alle proprie attività, proprio per non dare troppa importanza a questo suo atteggiamento.</p>
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