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I Bisogni del Bambino
Il bisogno di ricevere accudimento (fisico ed emotivo) e di vivere relazioni familiari improntate sull’affetto e sull’ascolto:Â
Solo all’interno di una relazione di accudimento (fisico ed emotivo) caratterizzata da calore, intimità protezione, sicurezza fisica e difesa dalle malattie e dalle ferite, riparo e cibo, il bambino sviluppa una crescita intellettiva/emotiva/sociale.
Infatti solo attraverso una relazione empatica si delineano le emozioni, i desideri, l’immagine di sé nonché, ad esempio, la capacità di pensare il concetto di quantità , di spazio e di tempo ( grazie all’esperienza emotiva di aspettarvi o di cercarvi (mamme) in una stanza. Solo se qualcuno è entrato in relazione emapatica con noi, lo saremo a nostra volta.
In questo la figura materna è estremamente importante, soprattutto nei primi anni di vita, ma anche la figura paterna, presente nella vita dei bambini soprattutto nei loro giochi, e poi per quello che gli psicologi chiamano “complesso di Edipo”, per le femminucce è molto importante la figura del padre, con riferimento per l’appunto al “complesso di Electra” . Perchè il bambino acquisisca il senso della famiglia, entrambi i genitori devono essere sempre presenti. Quindi il mio consiglio è quello di inserire nel contesto la figura paterna e il suo ruolo che non è e non può essere quello di “capo”. Il papà spesso è quello che rimprovera, che da le punizioni..purtroppo molti uomini si “vergognano” di essere dolci premurosi, perchè per un errato concetto di mascolinità , riservano questi comportamenti solo alle donne.
Il Bisogno di essere ascoltato dagli adulti è uno dei principali bisogni espressi dai bambini. Gianni Rodari parlava di un orecchio acerbo che gli adulti dovrebbero avere per saper ascoltare i bambini. Occorre molta curiosità , sensibilità , semplicità e la convinzione che i bambini abbiano qualcosa da dirci e da darci e che questo qualcosa sia diverso da quello che sappiamo e sappiamo fare noi adulti.
Il bisogno di Vivere in un Ambiente Sano e Sicuro:
E’ necessario un ambiente che elimini la presenza di sostanze tossiche ( prodotti per il giardinaggio, per la pulizia di casa, alcool, tabacco, droghe, piombo…) presenti nell’acqua, nella terra e nel latte materno. Questo comporta un aumento dei disturbi dell’apprendimento, dell’attenzione, disfunzioni dello sviluppo ( in California negli ultimi anni vi è un aumento del 270% dei casi di bambini autistici) e comportamenti antisociali.
Anche i contesti ambientali caotici provocano reazioni di ipersensibilità ai rumori ed al contatto fisico, basso tono muscolare, apatia e indifferenza. Si esprime anche il bisogno di vivere in adeguate condizioni economiche perché contesti di povertà e di depravazione sociale portano a condizioni di abbandoni e di abusi con conseguenti turbe a carico del sistema nervoso centrale e comportamenti antisociali.
Il Bisogno di Relazioni Sociali e di Adeguati Spazi di Socializzazione:
Mai come oggi i diritti fondamentali del bambino vengono riconosciuti e difesi e la ricerca psicologica ha fatto grandi passi nello studiare il mondo del bambino. Vengono dedicati al bambino Congressi Nazionali ed Internazionali, nel 1989 è stata approvata dalle Nazioni Unite la Convenzione Internazionale dei diritti del bambino e l’Unesco ha dedicato quell’anno al Bambino.
Eppure proprio in questo periodo storico il bambino è colpito da una sofferenza nuova sconosciuta dai suoi piccoli predecessori: la Solitudine. La solitudine possiamo considerarla come un dono del vertiginoso progresso e del crescente benessere o, se si preferisce, un costo sociale che compensa le comodità della nostra vita di occidentali ricchi. Il bambino è solo perchè sempre più spesso è figlio unico, vive prigioniero nella sua stessa casa-fortezza ed è affidato alla moderna ed efficente baby-sitter che è la televisione ( i bambini passano 4/5 ore davanti la TV e videogiochi) con i suoi aspetti positivi e negativi: aumento di conoscenza ma anche tanti programmi di basso livello, cartoni violenti e mal fatti, spot pubblicitari che innescano bisogni inutili. Questa situazione limita il bisogno di relazioni sociali soprattutto con i pari: i bambini mettono al primo posto il desiderio di giocar con gli amici, la televisione diventa un ripiego ed una mancanza di alternative da parte degli adulti. Il gioco è l’unica realtà che alimenta nuovi apprendimenti. E giocare significa ritagliarsi ogni volta un pezzetto di questo Mondo, un pezzetto che comprenderà un amico, degli oggetti, delle regole, uno spazio da occupare , un tempo da amministrare dei rischi da correre. E proprio grazie a ciò che si realizzano gli apprendimenti più importanti di tutta la Vita dell’uomo. Il giocare del bambino è “perdere tempo”, è perdersi nel tempo, è incontrarsi con il Mondo in un rapporto eccitante, pieno di mistero, di rischio , di avventura. Oggi il tempo libero dei bambini è scomparso per le tante attività pomeridiane. E’ necessario ri-sensibilizzarsi come adulti e come genitori, per uscire da un’ottica individualistica e difensiva, ridare fiducia ai bambini alimentando il loro senso di responsabilità e di autonomia, fare in modo che tutti gli adulti siano un punto di riferimento e di sicurezza riducendo anche, ad esempio, il pericolo ambientale del traffico. Tutto questo affinché alcuni spazi della città come il Parco Giochi ( organizzato però in modo tale che i bambini possano inventare i giochi attraverso spazi articolati, mossi, con ostacoli, cespugli, muretti, alberi, materiali diversi) i cortili condominiali, la strada ridiventino luoghi naturali di incontro del bambino con i propri coetanei. Non va dimenticata anche la drammatica situazione degli incidenti domestici.
Il Bisogno di Esperienze Modellate Sulle Differenze Individuali:
A differenza di prima (anni’40) quando si avevano schemi fissi per l’alimentazione ed il riposo, dagli anni’50/60 in poi compresero meglio le differenze individuali su cui meglio impostare gli interventi educativi. Ci sono, ad esempio, differenze nel controllo degli stati di coscienza (sonno, veglia, agitazione, pianto) ed in generale la conoscenza di tutte le condizioni psico-fisiche porta a interventi più adeguati. A tal proposito ci sono e vi indico 6 punti fondamentali:
1) L’unicità di ogni bambino: Attenzione al suo percorso di crescita per predisporre le condizioni che meglio padroneggiano le prime abilità evolutive che sono la base del futuro apprendimento ( capacità di concentrarsi e prestare attenzione, di relazionarsi agli altri, di comunicare, di risolvere i problemi, di esercitare un pensiero simbolico, emotivo e poi logico-astratto, di vivere il senso interiore di sé);
2) La collaborazione famiglia/Educatori, genitori/Scuola per meglio individuare la personalità del bambino e impostare il lavoro dando attenzione all’ambiente fisico, al programma, al tipo di relazione, a lavoro di gruppo e/o l’inserimento in gruppi differenti e utilizzando moduli flessibili;
3) La presenza di interazioni emotive come via di facilitazione all’apprendimento;
4) La possibilità di “riprovare” qualunque attività in cui sia impegnato (nessun spazio al fallimento);
5) La scelta di piccoli gruppi per aiutare chi non c’é la fa e sfruttare appieno il potenziale di ogni bambino;
6) Ogni giorno “c’é tempo da perdere”, tempo per gettare le basi ovvero per assimilare e comprendere le informazioni , per pensare e comunicare.
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