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Il bambino Down e la scuola
Un bambino con Sindrome Down ha un ingresso generalmente ritardato di uno o anche due anni rispetto ai suoi compagni. In alcuni casi infatti voi genitori , con gli insegnanti della scuola materna, assieme anche agli operatori della riabilitazione, decidete di posporre l’inserimento nella scuola elementare in base allo sviluppo del vostro bambino, in modo che si rafforzi nelle competenze necessarie per imparare a leggere e a scrivere.
Qualche volta un bambino con sindrome Down particolarmente dotato, che sappia già riconoscere alcune parole scritte in prima elementare, può essere accolto dalla maestra con maggiore entusiasmo. La differenza con gli altri sembra minima e spesso voi genitori dedicate al suo apprendimento molto tempo, alle volte privandolo anche dei momenti di svago e di gioco, e ad altre attività meno scolastiche ma altrettanto importanti. Questi bambini hanno fatto un grande sforzo per compiacere le aspettative di voi adulti, finendo da parte vostra per l’appunto di dimenticare che il piccolo abbia la sindrome di Down. Non dovete mai far sentire in colpa il bambino, nel momento in cui il suo stato di apprendimento non proggredisce secondo le vostre aspettative, va bene incoraggiarlo a fare un pochino meglio, ma senza mai pressarlo troppo.
All’inizio dell’inserimento scolastico, in prima elementare, molti genitori caricano i loro figli di forti aspettative. Dicendogli per l’appunto che entrerà a scuola, che imparerà tante cose nuove, a leggere e scrivere, conoscerà compagni nuovi…. Capendo in questo modo che, ciò che l’aspetta sarà di notevole importanza per lui e per i suoi genitori. A ritorno da scuola, noterà da parte dei stessi un’interesse inerente al suo “lavoro” svolto a scuola e si accorgerà se tali insegnamenti appresi e riportati sul qualderno, contengono cose che fanno piacere alla mamma e al papà o se la delusione e il disappunto prevarranno sul loro viso. Al seguito, gli verranno poste anche domande elaborate tanto quanto per lui è possibile rispondere, come per esempio: Cosa hai fatto oggi a scuola? Sei stato con la maestra di sostegno? Ti ha portato fuori?… Per ogni bambino soddisfare le curiosità dei genitori all’inizio dell’anno è quasi impossibile e rispondere può divenire ancora più difficile quando sente che le domande sono poste con molta apprensione e ansia. In questo caso può temere, dando la risposta, di aver sbagliato o che i colpevoli siano le maestre o i compagni, nei confronti dei quali tuttavia avrebbe bisogno di provare emozioni positive per affrontare più serenamente la sua esperienza scolastica.
Comincerà presto ad individuare i compagni che preferisce e a cui rivolgersi, ed il suo atteggiamento verso di loro sarà mediato, dal medesimo atteggiamento che i stessi avranno nei suoi confronti ed anche dalle maestre , le quali potranno a loro volta aiutare la classe a stabilire il rapporto più adeguato col compagno con Sindrome Down. Il migliore supporto che possono garantire, sia al bambino Down che ai suoi compagni , è quello di spiegare a tutta la classe cosa significa sindrome di Down. E’ un modo per presentare il compagno, sulla cui diversità i bambini sono generalmente confusi e perplessi, mentre avrebbero il diritto di sapere in cosa consiste la sua differenza per poter stabilire con lui un rapporto adeguato e chiaro. Alcuni bambini si rivolgono alla maestra facendo domande esplicite su alcuni aspetti del compagno. Spesso le maestre, imbarazzate, non sanno cosa rispondere ed eliminano il problema dicendo: << E’ come voi!!>>, o rispondendo con qualche altra bugia. Si trovano impreparate di fronte allo stesso problema di voi genitori, che dovete far fronte alle domande del vostro primo genito, nei confronti del fratellino con Sidrome Down. Com le maestre, anche voi temete che parlar chiaro possa nuocere in qualche modo al piccolo e desiderate proteggerlo da qualsiasi discorso che possa evidenziare la sua diversità . Ma non dovete assolutamente, al contrario con parole semplici e chiare alla comprensione dei bambini, dovete spiegar loro come stanno realmente i fatti. Il bambino Down è diverso , però questa sua diversità non lo rende affatto peggiore degli altri. Dunque perchè nasconderla, invece che che spiegarne semplicemente le cause? Sarebbe un’ottima occasione per le insegnanti e per voi genitori, rivolgervi ai bambini o bambino in modo più adulto, facendogli capire che tra gli esseri umani ci sono tante differenze , ma che la diversità può comunque essere accettata e può arricchirci invece che crearci confusione e sospetto. In questo mondo in cui il razzismo è in crescente aumento, questo tipo di insegnamento è molto importante e altrettanto doveroso. Basterebbe per l’appunto dire che il compagno o fratellino Down è prima di tutto un bambino, che come glia altri vuole degli amici, desidera giocare e andare a scuola per imparare; e poi che ha la sindrome di Down, con una chiara spiegazione anche degli aspetti genetici e del suo ritardo di sviluppo, per cui avrà bisogno di programmi analoghi ma differenziati rispetto al resto della classe e della collaborazione di un ulteriore insegnante. Parlare con chiarezza è altrettanto importante sia per il bambino stesso che per i medesimi che lo circonderanno , in modo tale che lo stesso comincerà a sua volta ad affrontare in modo sempre più esplicito la sua diversità rispetto ai compagni e i bambini che lo circondano, e quindi il problema della sua identità .
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